Il prezzo della camera: bussola di qualità?

L’albergatore che diminuisce i prezzi della propria struttura, è l’unico a sapere quanto in realtà il suo prodotto vale.

È vero che il consumatore odierno è ben informato, ma è altresì corretto rilevare che i prezzi rappresentano un forte indicatore della qualità del bene offerto: abbassandoli, si rischia di infierire sulla percezione dell’albergo agli occhi dei potenziali clienti.

Attraverso il web, attualmente uno dei principali mezzi d’informazione, il rapporto tra l’offerta alberghiera e i relativi prezzi diventa la bussola dell’internauta interessato a pianificare la sua vacanza, e confermare o meno la qualità della struttura presa in considerazione.

La maggior parte dei viaggiatori cerca il miglior rapporto qualità/prezzo, ma non necessariamente del prezzo più basso. Nonostante ciò, fino a pochi anni fa internet rischiava di ridursi ad una sorta di spaccio aziendale dove, per competere con le agenzie di viaggio, gli alberghi pubblicizzavano sui loro siti internet le occasioni più appetibili e i prezzi più bassi.

Seguendo una vecchia logica, si pensava che riducendo i prezzi si sarebbero attirati più clienti. Eppure, non sempre una riduzione dei prezzi corrisponde ad un aumento della richiesta. É importante stabilire tariffe che siano in linea con l’andamento del mercato e con servizi offerti dalla concorrenza, ma soprattutto ragionevoli agli occhi del consumatore.

La percezione è realtà: se le tariffe sembrano “troppo buone da non credere”, si corre il rischio che, in effetti, nessuno ci creda. Fortunatamente, buona parte dell’industria alberghiera ha compreso che questa strategia di “giocare” a ribasso sul prezzo della camera comporta dei danni collaterali alla loro immagine, e ha cambiato registro d’azione prima che questa guerra diventasse letale per il settore.

Fonte: Neil Salerno – Hotel Marketing Coach

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