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Suite Dreams

In risposta alla crescente competizione nell’industria alberghiera, gli alberghi rendono ancora più ricche ed esclusive le proprie suite.

L’intenzione è quella di utilizzare le suite non solo per sedurre facoltosi clienti in grado di pagare prezzi esorbitanti, ma sopratutto per suscitare interesse verso l’albergo e indurre a prenotare le altre tipologie di camere che, ubicate nello stesso albergo frequentato da miliardari e politici, acquistano quel tocco di glamour in più.

Ad esempio il Signor Ty Warner, proprietario del Four Seasons Hotel di New York, ha investito 50 milioni di dollari nella sua Ty Warner Penthouse. Tra le tante dotazioni extra lusso, la suite è dotata di Giardino Zen con vista su Manhattan e un lavabo creato in un immenso blocco di cristallo. Oppure il Ritz Carlton di Washington D.C. ha rinnovato le sue suite dotandole di televisori con mega schermo e aggiungendo nel soggiorno e nella sala da pranzo ulteriori posti a sedere per riunioni diplomatiche ‘in-room’.

Di sicuro queste camere non sono state create per chi vuole risparmiare, ma non tutti gli ospiti che vi soggiornano pagano il prezzo ufficiale. Le Suite infatti attirano il settore molto redditizio dei meeting e dei congressi e spesso, nei contratti, vengono inserite sistemazioni in Suite al prezzo di una camera standard. Oppure la Suite Presidenziale è offerta gratuitamente o ad un prezzo scontato ai meeting planner in cerca di una destinazione per un importante evento.

Ogni tanto anche le ‘persone comuni‘ ottengono un upgrade nella camera più importante dell’albergo. “Se un ospite arriva in hotel alle 23,00 e la suite è libera, potrebbe avere la fortuna di trovarsi nella suite presidenziale” dice il Signor Gurtner del Four Seasons Hotel di Westlake Village in California.

Anche se viene chiesto il prezzo pieno – e si è in grado di pagarlo – non è detto che si riesca sempre a prenotare una Suite. Infatti nel tentativo di proteggere il prezioso arredamento e le opere d’arte delle suite presidenziali, alcuni alberghi spesso declinano prenotazioni di clienti che potrebbero avere comportamenti spiacevoli come quello di invitare un centinaio di amici a un chiassoso Presidential Party o di distruggere le camere d’albergo, abitudine dei cosiddetti Vip Suite-Trashers.
Altre volte la decisione di accettare o meno una prenotazione per la suite è dettata semplicemente dalla legge di marketing secondo la quale rendere la suite facilmente accessibile, minerebbe il suo fascino.

Fonte: The Wall Street Journal

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